“Campionati del Mondo su Pista”: Paternoster d’argento nell’Omnium

Pubblicato 29 Febbraio 2020 | Pista

Filippo Ganna ha 23 anni, Letizia Paternoster ne ha 20 e Jonathan Milan 19; oggi sono stati i grandi protagonisti della terza giornata di gare ai Mondiali di ciclismo su pista in svolgimento a Berlino. Filippo Ganna, con il nuovo record del mondo nell’inseguimento individuale di 4’01”934 e il quarto titolo mondiale ha scolpito il suo nome nella storia di questa disciplina e del ciclismo più in generale raggiungendo in vetta a questa speciale classifica l’inglese Hugh William Porter, l’unico fino ad oggi in grado di compiere l’impresa. Sulla pista di Berlino il verbanese ha mostrato di possedere una marcia in più rispetto alla concorrenza. Nelle qualificazioni ha firmato il nuovo record del mondo, già in suo possesso da questo autunno, avvicinando quel muro dei 4’ che sembra sempre più in bilico e alla sua portata. Per dare l’idea della sua impresa basti dire che a questo mondiale avrebbe potuto correre da solo anche l’inseguimento a squadre (se mai lo avesse permesso il regolamento) chiudendo in 11° posizione, davanti all’Ucraina.

In finale, poi, contrapposto all’americano Lambie ha lasciato sfogare l’avversario, per poi recuperare e allungare nella seconda parte di gara. Quando ha capito che il record del mondo non era più alla sua portata si è concesso il mezzo giro di passerella. Un trionfo che premia uno dei talenti più cristallini dello sport moderno ed un esempio di professionalità raro in un ragazzo di soli 23 anni. “Sono stati giorni difficili e di tensione. Volevamo far bene con il quartetto e quando abbiamo fatto il tempo di mercoledì ci siamo tutti rasserenati. Oggi mi sono svegliato che avevo delle buone sensazioni. Poi è arrivato anche il record personale (che poi è anche record del mondo, ndr) e a quel punto non potevo mancare anche la quarta maglia. Ho autografato il mio casco con tutte le date dei mondiali: era una sfida contro me stesso e l’ho vinta.” Per quanto riguarda l’immediato futuro: “Adesso mi concentro sulla strada, poi ci sono le Olimpiadi. Per quanto riguarda il muro dei 4’ non so quando, ma ci riproverò. Sono comunque contento di questo mondiale, con un oro e un bronzo va bene così.”

L’inseguimento italiano ha brillato tanto quanto nei primi giorni di gara di questi mondiali. Marco Villa può essere contento ed orgoglioso del lavoro che sta portando avanti con questo gruppo di atleti, tutti molto giovani. Accanto a Filippo Ganna, ormai indiscussa star della pista mondiale, cammina a testa alta anche Jonathan Milan, neanche ventenne che oggi ha conquistato la finale per il bronzo (alla fine quarto). Una grande soddisfazione per lui, pur perdendola contro Emenault: “Il mio obiettivo era scendere sotto i 4’10, arrivare alla sfida per il bronzo è stata una bella e inattesa opportunità. Ho provato a vincere una medaglia, ma va bene così”. Più staccato Davide Plebani, lo scorso anno bronzo nella specialità e quest’anno “solo” decimo: si sapeva che a Berlino non era nelle migliori condizioni. Marco Villa non trattiene la soddisfazione: “Una grande squadra. Sono felicissimo per il poker di Filippo. Era il suo obiettivo, anche se voleva scendere sotto i 4′. Ma ogni cosa a suo tempo. Tutti questi risultati, queste medaglie ci danno morale per Tokyo. Mi sembra che abbiamo mandato un mesaggio chiaro: noi, l’inseguimento azzurro, è pronto!”

L’argento di Letizia Paternoster nell’Omnium

In coda alla giornata già trionfale per la pista azzurra arriva la conferma del talento di Letizia Paternoster, che si conferma argento nell’Omnium in una gara dominata dalla giapponese Yumi Kajihara. La trentina soffre soprattutto le prime due prove (scratch e tempo race) ma recupera benissimo nell’eliminazione, conquistando il secondo posto alle spalle dell’eterna Wild. Un risultato che gli permette di approdare alla corsa a punti in seconda posizione a 20 punti dalla giapponese. Nella prova finale l’azzurra corre con grande sapienza e vince addirittura l’ultimo sprint mostrando di essere ormai entrata perfettamente nei meccanismi di questa difficile disciplina. “Una medaglia che ho desiderato tanto perché nell’anno olimpico. L’ho sudata e per questo la sento ancora più mia: ho sofferto nello scratch e nel tempo race. Poi ho recuperato nell’eliminazione. A quel punto ho iniziato a crederci ed è stato stupendo!” Grande soddisfazione anche per il tecnico azzurro Dino Salvoldi anche se non nasconde un certo rammarico: “Se avessero applicato il regolamento ci saremmo trovati in una diversa posizione prima della corsa a punti. Grande prova nell’eliminazione. In quel momento abbiamo capito che avremmo potuto raggiungere la medaglia e ci abbiamo creduto.” (Foto di Flaviano Ossola)

ORDINE D’ARRIVO OMNIUM:
1) JPN KAJIHARA Yumi – Punti 121
2) ITA PATERNOSTER Letizia 109
3) POL PIKULIK Daria 100
4) POR MARTINS Maria 92
5) USA VALENTE Jennifer 85
6) DEN DIDERIKSEN Amalie 85
7) NED WILD Kirsten 83
8) BEL D’HOORE Jolien 82
9) NOR STENBERG Anita Yvonne 66
10) CHN WANG Xiaofei 64
11) BLR SHARAKOVA Tatsiana 63
12) GBR KENNY Laura 60
13) IRL BOYLAN Lydia 58
14) AUS BAKER Georgia 56
15) FRA COPPONI Clara 55
16) NZL EDMONDSTON Holly 36
17) HKG LEE Sze Wing 34
18) SUI WALDIS Andrea 34
19) UZB ZABELINSKAYA Olga 28
20) KAZ SULTANOVA Rinata -16
21) LTU BALEISYTE Olivija -52
22) CAN BEVERIDGE Allison 2
23) MEX SALAZAR VAZQUEZ Lizbeth Yareli 2
24) TPE HUANG Ting Ying 2

ORDINE D’ARRIVO VELOCITA’:
1) GER HINZE Emma
2) RUS VOINOVA Anastasiia
3) HKG LEE Wai Sze
4) CAN MITCHELL Kelsey
5) GER FRIEDRICH Lea Sophie
6) NED VAN RIESSEN Laurine
7) MEX GAXIOLA GONZALEZ Luz Daniela
8) LTU KRUPECKAITE Simona
9) NED BRASPENNINCX Shanne
10) AUS MORTON Stephanie
11) CAN GENEST Lauriane
12) FRA GROS Mathilde
13) GBR MARCHANT Katy
14) CHN ZHONG Tianshi
15) UKR STARIKOVA Olena
16) JPN KOBAYASHI Yuka
17) ITA VECE Miriam
18) GBR CAPEWELL Sophie
19) NZL HANSEN Natasha
20) AUS McCULLOCH Kaarle

Servizio a cura di Flaviano Ossola

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