“Sussurri in Bicicletta” di G. Trentini – Marzia: il tricolore ed una passione che non deve finire

Pubblicato 10 Ottobre 2015 | Notizie varie

Campomorone è un paesone da 7300 abitanti non troppo lontano da Genova, anzi, potremmo quasi dire che con l’antica ‘Superba’ Repubblica Marinara è proprio confinante. Di Campomorone si ricordano un noto imprenditore cinematografico, si ricordano Santa Benedetta Cambiagio Frassinello e la partigiana Felicita Noli. Però a ‘Canpomaron’ c’è nata anche una ragazza che è balzata all’onore degli altari, molto meno altari delle persone precedenti, in ambiti sportivi. Dovete sapere che il centro di Campomorone è attraversato principalmente dalla strada provinciale 5 della Bocchetta la quale si collega a sud con la strada provinciale 35 dei Giovi nei pressi del quartiere genovese di Pontedecimo.

Proseguendo a nord lungo la provinciale si raggiunge invece il passo della Bocchetta (772 m s.l.m.) dove si sconfina in Piemonte. Non vi vogliamo tediare, cari lettori, con la storia e la geografia, però se ci pensate bene e la buttate in matematica scoprirete che facendo una semplice addizione e sommando ‘I Giovi’ alla ‘Bocchetta’ ed a ‘Pontedecimo’ il risultato non potrà che essere il Giro dell’Appennino, quello di Bugno, Tonkov, Simoni ed ancor prima di Baronchelli, Gimondi e dell’ultimo Coppi. Il ciclismo lo senti a Campomorone e di certo una piccolissima bimba di nome Marzia sarà stata messa in sella da qualcuno appassionato.

“Ma il cognome è Salton o Basei”? Quante volte lo abbiamo sentito dire di Marzia, sin da quando l’abbiamo conosciuta da esordiente con la maglia della Genoa Bike. Pedalava tanto la ‘Marzietta’, si cimentava in varie specialità. Passa alla Canavesi di Ornavasso, sotto la guida di un tecnico che sa il fatto suo come Daniele Fiorin: strada, ciclocross, pista. Marzia Salton Basei è uno degli emblemi della multidisciplinarietà. Lavora, si allena, corre la ragazza che cresce. La squadra diventa prima Piemonte Rosa e poi solo Cicli Fiorin. Si sa che chi lavora, chi semina come il più classico dei contadini, cerca di raccogliere tanto ma nel ciclismo, si sa, partono in tanti ma vince uno solo.

Le soddisfazioni per una lavoratrice della bici come la Salton Basei sono pochine; qualche successo nel cross, un podio alla cronosquadre tricolore con la ‘squadra B’ della Piemonte Rosa lo scorso anno. Il proverbio dice che perseverare è diabolico e nonostante qualche momento così così Marzia ha perseverato, sino a raggiungere quel momento tanto coccolato. A Montichiari, in pista, non in una gara qualunque, una di quelle gare che ti mettono addosso una maglia colorata come la bandiera ed al collo una medaglia. Marzia Salton Basei è tricolore juniores della corsa a punti, una vittoria che chiude il cerchio. Ah ‘Mastro Geppetto Fiorin’ quante ragazze hai portato a vincere trasformando un pezzo di legno in un titolo importante, tra queste anche la ragazza che chissà quante volte avrà visto passare il Giro dell’Appenninoe che ora è degnissima tricolore.

In un bel libro che raccontava la storia della gloriosa ‘Mapei’, armata ciclistica degli anni 90 e dei primi anni 2000 si legge una frase dello scrittore francese François de La Rochefoucauld: “La durata delle nostre passioni, come la durata della nostra vita, non dipende da noi”. Già, perché ora che è giunto il momento di passare tra le under Marzia non ha ancora trovato un ingaggio. Ed allora per una volta ci si può ribellare alla frase del francese, seppur vera. No, Marzia si merita di poter correre ancora, non tanto per il titolo in pista ma per l’abnegazione ed i sacrifici che ci ha messo per arrivarci. La sua passione non deve finire…

Gianluca Trentini
Foto di Flaviano Ossola

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