L’azzurra Alice Maria Arzuffi a Elleradio: “Punto a far bene alla Strade Bianche”

Pubblicato 24 Febbraio 2015 | Notizie varie

In vista della Strade Bianche femminile, che si terrà sabato 7 marzo insieme alla gara maschile, i microfoni della trasmissione di Elleradio “Ultimo Chilometro” hanno intervistato Alice Maria Arzuffi, reduce da una grande stagione di ciclocross e pronta a debuttare, nella corsa toscana, con la maglia dell’Inpa Bianchi Giusfredi. “Il mio debutto sarà alla Strade Bianche – spiega l’atleta lombarda – tanto per rimanere in tema di sterrato. Arrivo là con un pensiero in tasca perché ho provato il percorso ed è spettacolare: i tratti di sterrato iniziali sono un po’ più semplici, mentre gli altri sono belli tosti e ci sono anche degli strappi molto duri. Cercherò di portare a casa qualcosa di buono: non so se sperare nella pioggia perché quando ho provato il percorso era molto asciutto e non so fino a che punto può diventare fangoso. Non conosco bene la condizione delle altre ragazze non avendo corso le prime gare, però credo che tante vorranno mettersi in mostra in questa gara così importante”. La Arzuffi ha vinto il Giro d’Italia Ciclocross, ha conquistato il bronzo all’Europeo come l’anno scorso e ha riconquistato la maglia tricolore tra le Under 23. “Nell’ultima gara di Coppa del mondo e al mondiale non ho potuto dare il massimo per colpa di una distorsione alla caviglia, rimediata scendendo dalle scale dopo una premiazione. Questo non ci voleva perché dovevo arrivare al top della condizione al mondiale, sapevo che sarei potuta andare bene e il percorso mi piaceva non solo per la presenza di fango ma anche per il ghiaccio. L’amaro in bocca mi rimane, porto a casa questo 14/o posto ma credo che non mi sarei allontanata tanto dalle prime 5 se non avessi avuto questa sfortuna. Sono convinta che la prossima stagione del ciclocross sarà un grande anno: ci sarà anche il campionato del mondo per le Under 23 e sarà un obiettivo da non farsi scappare”. (Foto di Flaviano Ossola) 

Comunicato Stampa a cura di Carlo Gugliotta

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