“La mente in Bicicletta” – La coesione come arma vincente

Pubblicato 11 Febbraio 2015 | Notizie varie

Si potrebbe discutere per ore sulla correttezza dell’azione della Rabo-Liv all’ultima tappa del Giro 2014, culminata con l’accerchiamento di Mara Abbott. Quello che è certo, però, è che hanno mostrato di essere un team unito, concentrato sul proprio obiettivo e ogni atleta sapeva esattamente cosa doveva fare. In una parola, hanno dato l’impressione di essere una squadra coesa. L’affiatamento delle Rabo-Liv non è certamente l’unica caratteristica che le rende vincenti, tuttavia diverse ricerche hanno dimostrato che effettivamente esiste una relazione positiva tra coesione e prestazione, per cui ad un maggiore livello di coesione si associa un maggiore successo, soprattutto nel caso di squadre femminili. Ma cosa significa essere una squadra coesa? La coesione può essere definita come un processo dinamico (può cambiare nel tempo) che consiste nella tendenza di un gruppo di legare e restare unito per raggiungere i propri obiettivi e/o per soddisfare i bisogni affettivi dei membri. Esistono quindi almeno due tipi di coesione: uno relativo all’obiettivo del team (coesione sul compito), l’altro relativo al grado di simpatia tra i membri (coesione sociale). Ad esempio una squadra concentrata sulla vittoria finale al Giro è molto coesa sul compito, mentre mantenere rapporti interpersonali positivi all’interno del team è un aspetto di coesione sociale. Nella stragrande maggioranza dei casi deve essere alta sia la coesione sociale che quella sul compito per ottenere una buona prestazione. Oltre ad avere effetti positivi sulla performance, la coesione viene associata anche ad altri fattori, tra cui la soddisfazione personale di stare in un team, la volontà di sacrificarsi per il bene della squadra, l’aderenza ad un particolare livello di produttività (ad esempio: se la capitana, vista come punto di riferimento, si allena più ore delle compagne, tendenzialmente queste cercheranno di aumentare anche le loro sessioni di allenamento per seguire l’esempio del leader). Visto che la coesione è così importante, cosa si può fare in concreto per migliorarla? Ovviamente ci si può rivolgere ai numerosi professionisti che propongono sessioni di team-building guidate, ma anche i ds e le atlete stesse possono fare la loro parte. Innanzitutto bisogna tenere presente che il livello di coesione può variare anche nel corso di una stessa stagione agonistica ed è influenzato da diversi fattori, esterni (es. contratti) e interni al team (fattori individuali, stili dei leader, caratteristiche del gruppo). Posto che i vincoli contrattuali non sono facilmente modificabili, si può invece lavorare sui fattori interni al team. Il requisito basilare perché questo avvenga è una comunicazione efficace e aperta, in un contesto in cui ognuno si senta incoraggiato a esprimere le proprie idee. A volte parlando apertamente si rischia di scatenare conflitti, ma anche questo serve, per evitare che il rancore si accumuli ed esploda nei momenti meno indicati (pensate se una ciclista si rifiutasse di tirare la volata alla compagna perché la settimana prima hanno litigato). Stabilire insieme alla squadra obiettivi di gruppo chiari, specifici e stimolanti aumenta la coesione e aiuta le atlete a restare concentrate su quello che devono fare (meglio obiettivi di performance piuttosto che di risultato). Nei momenti difficili, poi, puntare il dito contro l’altro non è per nulla utile; piuttosto, bisognerebbe proporre modifiche costruttive e supportare la compagna che sta attraversando un brutto periodo. Infine, diversi elementi possono impedire la creazione di un ambiente coeso, come l’emergere di personalità contrastanti che lottano per la leadership, un conflitto di ruoli tra i membri, gravi problemi di comunicazione nel team. Raggiungere un livello elevato di coesione non è certamente facile, soprattutto se le atlete cambiano da una stagione all’altra. Quello che è certo, però, è che il duro lavoro di tutti alla fine ripaga, anche in campo psicologico.

Nathalie Novembrini – Psicologa dello Sport
E-mail: nathalie.novembrini@gmail.com

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