“La mente in Bicicletta” – Programmare per motivare

Pubblicato 20 Gennaio 2015 | Notizie varie

La nuova stagione agonistica su strada è ormai alle porte. È tempo di presentazioni, ritiri e programmazione delle corse in calendario. Ad una prima occhiata può sembrare un dettaglio di poco valore, qualcuno potrebbe darlo per scontato, ma la pianificazione delle corse a cui ogni corridore parteciperà durante l’anno è un passaggio molto importante, sia a livello individuale che di squadra. Si tratta infatti di concordare per ognuno quale sarà l’obiettivo della stagione, decidere su quali gare focalizzare la preparazione atletica, in quali corse aspettarsi il massimo dalla squadra e in quali aspettarsi un risultato meno soddisfacente. Oltre ad avere un’utilità a livello logistico, programmare il calendario agonistico ha numerose ricadute psi-cologiche, che si riflettono sulla qualità della prestazione. Dal punto di vista fisico, sapere a quali gare pun-tare permette di orientare al meglio la preparazione atletica con allenamenti mirati, che psicologicamente aiutano a gestire meglio i cali temporanei di forma e a ridimensionare le aspettative: se una ciclista sa che la gara in cui deve essere al top è tra due mesi, probabilmente vivrà con meno ansia il fatto di non sentirsi particolarmente in forma adesso, perché così è previsto dal suo programma. Allo stesso modo, non si sentirà troppo svilita da un risultato mediocre in una corsa minore se sa che il suo obiettivo è un altro. Così facendo, l’atleta riesce a risparmiare energie fisiche e mentali in vista dell’appuntamento importante e riesce più facilmente a concentrarsi sul suo obiettivo se questo è ben chiaro già dall’inizio. A livello emotivo, poi, prova minore ansia, perché sa in anticipo che parteciperà a quella determinata corsa, è tranquilla nei rapporti con le compagne ed è più motivata negli allenamenti, avendo obiettivi a medio e lungo termine per cui prepararsi, piuttosto che allenarsi con il semplice scopo di mantenere il proprio livello di forma. Questa maggiore tranquillità si traduce in una mente più libera durante la gara, meno pensieri negativi sul futuro e su elementi esterni alla competizione, quindi più attenzione della ciclista verso quello che sta facendo in quel momento. Anche a livello di team la pianificazione anticipata delle gare ha certamente la sua importanza. Le aspettative di squadra sono diverse a seconda delle corse, quindi in quelle meno importanti le atlete possono correre con un minore livello di pressione (che non significa che gareggino come se fossero ad una scampagnata). La pressione non eccessiva riduce i livelli di ansia individuale e di conseguenza c’è meno nervosismo in tutta la squadra, il che risparmia una serie di problemi relazionali. La programmazione andrebbe condivisa con i membri del team anche per fare in modo che non si formino false aspettative: se una ciclista si sta preparando per fare classifica Giro, difficilmente ci si può aspettare che arrivi prima al Tour of Qatar, per esempio. Inoltre, condividere un obiettivo di squadra favorisce senz’altro la coesione del gruppo, che si riflette in un maggiore supporto tra i diversi membri e nello sforzo comune per il raggiungimento dell’obiettivo in questione. Ovviamente questo discorso vale a livello generale, c’è sempre da considerare l’individualità delle persone ma soprattutto la possibilità di imprevisti, infortuni o cambiamenti dell’ultimo momento che sono al di fuori del proprio controllo. Per questo quando si parla formulare obiettivi (in questo caso stagionali) bisogna sì pianificare, ma sempre mantenendo un minimo di elasticità, in modo da evitare di rimanere imprigionati nel proprio schema e non riuscire a fronteggiare in modo adeguato gli inconvenienti che si possono presentare.

Nathalie Novembrini – Psicologa dello Sport
E-mail: nathalie.novembrini@gmail.com

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