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Dal ritiro ‪#‎YellowOrange‬ – Marta Tagliaferro: e adesso arriva il bello…!

Pubblicato 1 febbraio 2015 | Live dai ritiri

Marta Tagliaferro, nata a Noventa Vicentina il 4 Novembre di ventisei anni fa, per la quinta stagione difenderà la maglia con il marchio Cipollini. L’atleta veneta ha iniziato a gareggiare all’età di 8 anni (categoria G2), quando il padre consigliò a suo fratello di correre nella piccola squadra allenata da un collega di lavoro. Il fratello fu titubante all’idea e allora si propose lei al suo posto. Da quel momento Marta non ha più abbandonato la bicicletta. Abbiamo incontrato la ‘veterana’ del team Alè – Cipollini – Galassia di Alessia Piccolo nel primo ritiro stagionale andato in scena sulle strade venete di Peschiera del Garda, in provincia di Verona.

- Marta, sei in questo team fin dall’anno della sua nascita. Che ambiente è? Ti sei sempre trovata bene?
“Assolutamente sì. E’ un bellissimo ambiente, serio e professionale, dove mi sono sempre trovata alla grande. A tal proposito ci tengo a ringraziare Alessia Piccolo che mi è stata vicina e mi ha sempre rinnovato la fiducia, in particolare al termine della passata stagione agonistica. Purtroppo il mio 2014 è stato un anno da dimenticare, caratterizzato da un citomegalovirus che mi ha debilitata per buona parte della stagione, non permettendomi di conquistare risultati di rilievo.”

- Sei da poco rientrata dalla prima competizione stagionale, il “Tour de San Luis”, è stata una trasferta positiva?
“Col senno di poi credo di essere partita per l’Argentina con aspettative fin troppo grandi, considerando da che situazione arrivavo… A San Luis ho fatto i primi ‘fuori giri’ dopo tanti mesi, si è corso con temperature superiori ai 30°C, contro avversarie motivatissime e già in ottimo stato di forma. Quindi, ragionandoci un po’, direi che è stata una trasferta positiva, finita in crescendo e culminata con un buon sesto posto nella frazione conclusiva.”

- Obiettivi per questa nuova stagione agonistica?
“Dopo il pessimo 2014 quest’anno si riparte da zero, con grande determinazione, in una squadra fortemente rinnovata, numerosa e con tante giovani. Per questo 2015 mi sono già stati dati compiti di grande responsabilità, questo da un lato un po’ mi spaventa, dato che è la prima volta, ma dall’altro mi stimola ulteriormente. E’ un onore trasmettere alle più giovani quello che ho imparato in sette anni nella massima categoria. In tal senso la prima trasferta in Argentina è stata positiva, abbiamo corso da squadra e conquistato buoni risultati.”

- Quali sono i tuoi prossimi impegni stagionali?
“La prossima settimana prenderò parte all’edizione 2015 del Ladies Tour of Qatar, successivamente sarò al via dell’Omloop Het Nieuwsblad, in Belgio, e poi alla prima edizione della Strade Bianche, a Siena.”

- Qual è la gara che preferisci?
“Mi ha sempre affascinato il G.P. de Plouay – Bretagne, prova di Coppa del Mondo. Due anni fa ho colto un nono posto, mentre lo scorso anno, pur essendo debilitata dal virus, sono finita 23esima. Purtroppo mi manca sempre quell’attimo o quel pizzico di fortuna in più per restare agganciata al gruppetto delle migliori nel momento topico di gara. Ecco: tra gli obiettivi da raggiungere quest’anno ci inserisco anche una buona prestazione a Plouay. Poi punto ai campionati italiani… mentre la grande speranza per fine anno è quella di conquistare una maglia azzurra ai mondiali.”

- Qual è stata la soddisfazione più grande della tua carriera agonistica?
“Le soddisfazioni più grandi della mia carriera sono state per ora due: la medaglia d’oro ai Campionati Europei su pista di Minsk, nella prova della corsa a punti, e l’aver difeso la maglia azzurra al Campionato del Mondo di Valkenburg nel 2012.”

- Hai parlato di pista… Ti dedicherai anche nel 2015 a questa disciplina?
“Per il momento no. Ovviamente più avanti prenderò parte alle gare più importanti in Italia e alle prove tricolori, sperando un giorno di rientrare nel giro azzurro.”

- Hai un modello di riferimento all’interno del ciclismo femminile o maschile?
“Avendoci corso assieme per diversi anni ho una stima immensa per Tatiana Guderzo, un vero e proprio esempio di professionalità, tenacia, attaccamento alla maglia e assoluta dedizione al lavoro. Tatiana è una vera e propria ‘donna squadra’, capace di essere regista in corsa e trascinatrice al di fuori delle competizioni. Quando si prefissa un obiettivo riesce sempre a centrarlo e per raggiungere il 100% della forma lavora il 150%…! Quando mi capita di avere dubbi su cosa fare in una determinata situazione mi domando: ‘cosa farebbe Tatiana se fosse al mio posto?’ Penso che quest’anno mi mancherà molto…”

- Definisciti in 3 aggettivi.
“Credo di essere una persona determinata, orgogliosa e testona…!”

- Soprannomi? Segni particolari?
“Molte persone che conosco mi chiamano ‘Taglia’, che è il diminutivo del mio cognome. Come segno particolare, invece, ho un piercing sulla lingua fatto il giorno dopo i Campionati Europei di qualche anno fa. La corsa era andata male e allora mi sono messa in mente di fare qualcosa di strano: ho preso l’auto e pochi minuti dopo il piercing era fatto… ( Ride )”

- Che persona sei al di fuori dell’ambiente ciclistico?
“Sono una ragazza tranquilla, adoro ogni genere di animale, infatti ho due conigli e vorrei prendere presto un cane. Per il resto mi piace stare con gli amici.”

- Sei scaramantica? Hai un motto particolare?
“No, non sono scaramantica… per il resto un motto che potrei citarti è ‘chi semina vento raccoglie tempesta’, ho già vissuto questa situazione personalmente. Nello sport come nella vita, prima o poi, tutto torna indietro, nel bene o nel male…”

- Cosa ti spinge ad andare avanti dopo ben 18 anni in sella ad una bicicletta?
“Oltre alla grande passione per questo sport mi spinge ad andare avanti la voglia di migliorarmi sempre, di scoprire quali sono i miei reali limiti e fin dove posso arrivare. Sia dopo i momenti belli che dopo le ‘batoste’, trovo sempre gli stimoli e le motivazioni giuste per rimettermi subito in gioco. Penso poi che la reale maturazione psicofisica di ogni sportivo avvenga tra i 25 ed i 30 anni. Io sono entrata in questa fase… quindi è adesso che arriva il bello!”

- Il tuo sogno più grande, nello sport o nella vita…
“Per quanto riguarda lo sport sogno di partecipare alle Olimpiadi, mentre per quanto concerne la vita spero di raggiungere presto la totale indipendenza, costruendo casa e mettendo su una bella famiglia.”

Servizio a cura di Flaviano Ossola
Foto di Flaviano Ossola

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