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Dal ritiro #YellowOrange – Jasinska: ogni gara puo’ rappresentare la grande occasione

Pubblicato 25 gennaio 2015 | Live dai ritiri

Malgorzata Jasinska, esperta atleta polacca, è nata ad Olsztyn il 18 Gennaio del 1984. Per la quarta stagione consecutiva vestirà la maglia del Team Alè – Cipollini – Galassia dell’appassionata presidentessa Alessia Piccolo. Malgorzata è salita per la prima volta su una bicicletta nel 1996, all’età di dodici anni, seguendo l’esempio della sorella di tre anni più grande e del fratello minore. Anche il padre è grande appassionato di ciclismo ed attualmente è allenatore. Tra le vittorie più belle della carriera agonistica della grintosa atleta venuta dall’Est, non si possono non citare le due tappe al “Giro della Toscana Internazionale Femminile” e la classifica generale finale della corsa toscana nel 2012. Rientrata da un paio di settimane dalla sua terra natale, la Jasinska sta svolgendo il ritiro con le sue compagne di squadra sulle sponde meridionali del Lago di Garda.

- Malgorzata, ti trovi bene nel nostro Paese? Per il quarto anno difenderai la maglia di questo grande team italiano… con quali obiettivi?
“Questo è il mio sesto anno in Italia… Sì, mi trovo molto bene in questo Paese! Trascorro il periodo invernale con la mia famiglia, in Polonia, ma appena finite le festività natalizie torno subito qui per allenarmi in un clima migliore. Da sempre non mi pongo mai obiettivi particolari, ogni volta che attacco un numero sulla schiena, infatti, penso a dare il massimo e perché no… a vincere! Non si sa mai come possono andare le gare, quindi può sempre capitare l’occasione giusta per puntare al massimo risultato, ovviamente rispettando sempre gli ordini imposti dalla squadra.”

- Quest’anno il team è stato fortemente rinnovato. Ti stai trovando bene con le nuove compagne di squadra ed il nuovo staff?
“Il primo impatto è stato positivo! Ma essendo una persona molto riflessiva e inizialmente un po’ chiusa con le persone appena incontrate, attendo di conoscere ancora meglio le mie nuove compagne di squadra e il mio gruppo di lavoro.”

- Come sta procedendo la preparazione invernale?
“Quest’inverno ho deciso di cambiare totalmente la preparazione rispetto alle passate stagioni, ma ovviamente non svelo nulla! (ride) …vedremo tra qualche mese se sarà stata la scelta giusta. I primi test, comunque, sono migliori rispetto a quelli di dodici mesi fa, quindi sono molto fiduciosa.”

- Le tue caratteristiche…
“Non l’ho ancora capito, ogni stagione me lo chiedo! (ride) All’inizio credevo di essere una ciclista completa, poi mi sono trasformata in passista-veloce, successivamente in passista-scalatrice… forse quest’anno sarò scalatrice-velocista?! (ride)”

- Qual è stata la soddisfazione più grande della tua carriera agonistica?
“Senza dubbio il successo di Volterra al Giro della Toscana 2012. E’ stata una vittoria bellissima e soprattutto insperata. Nei tanti allenamenti fatti, non digerivo i chilometri finali di salita che conducevano al traguardo… in gara, invece, sono riuscita a vincere. Fantastico!”

- Hai un personaggio di riferimento all’interno del mondo del ciclismo?
“No. Non ho un vero e proprio punto di riferimento o modello da seguire… cerco però di imparare qualcosa da tutte le persone che mi stanno accanto, cogliendo i loro aspetti positivi ed i loro insegnamenti, in modo da migliorarmi sempre e crescere giorno per giorno.”

- Segni particolari? Soprannomi?
“Ho diversi soprannomi, i più comuni sono: Jasi, diminutivo del mio nome di battesimo, Poli, abbreviativo di Polacca e Margherita, che sarebbe la traduzione italiana del mio nome.”

- Che persona sei al di fuori dell’ambiente ciclistico?
“Sono molto legata alla mia famiglia e ai valori che mi sono stati insegnati. Appena terminata la stagione, rientro subito nella mia terra d’origine per trascorrere con i miei famigliari ed i miei amici i mesi invernali. Come ho già detto prima sono una persona molto riflessiva, prima di aprirmi con una persona cerco di conoscerla a fondo. Se mia piace, sono capace di essere anche molto estroversa.”

- Hai un motto particolare, sei scaramantica?
“No, non sono scaramantica… Alla partenza di ogni gara faccio il segno della croce, sono molto religiosa. Per il resto non ho nessun motto particolare, ma traggo ispirazione dalla lettura di poesie scritte da Konstanty Ildefons Gałczyński, poeta polacco vissuto all’inzio del ‘900”

- Sei laureata?
“Sì, e ne vado davvero orgogliosa. Mi sono laureata nel mio Paese in Pedagogia, quando avevo 24 anni.”

- Cosa farà da grande Malgorzata Jasinska?
“Ma io sono già grande…! (ride) Naturalmente non potrò correre in eterno… in ogni caso non penso a cosa farò una volta appesa la bicicletta al fatidico chiodo. Per il momento cerco solo di sfruttare al massimo questi anni, provando a conquistare i migliori risultati possibili con tanto impegno e voglia di fare. Forse l’Olimpiade di Rio de Janeiro potrebbe essere un bel traguardo… ma come detto non mi pongo nessun limite, cerco di godermi nel miglior modo possibile ogni singolo momento.”

Servizio a cura di Flaviano Ossola
Foto di Flaviano Ossola

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