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Dal ritiro #YellowOrange – Annalisa Cucinotta: la Pista e’ scuola di vita. Sogno Rio…

Pubblicato 29 gennaio 2015 | Live dai ritiri

Annalisa Cucinotta, nata a Latisana (UD) il 4 Marzo 1986, ma di origini siciliane, è l’azzurra più esperta del rinnovato team Alè – Cipollini – Galassia della vulcanica presidentessa Alessia Piccolo. Ha iniziato a gareggiare alla tenera età di sette anni nel Velo Club Latisana, seguendo la strada tracciata dal fratello maggiore Claudio, buon ex professionista ed attualmente noto allenatore e preparatore atletico. Il ricco palmares dell’atleta residente a Muzzana del Turgnano (UD), che si appresta ad affrontare l’undicesima stagione nella massima categoria, recita: un titolo di campionessa del mondo Juniores nello Scratch a Los Angeles 2004, una medaglia d’oro ai Campionati Europei di Valencia 2004, sempre nello Scratch, cinque argenti continentali, tre vittorie in Coppa del Mondo su pista ed una ventina di titoli tricolori tra pista e strada. Abbiamo incontrato la simpatica e sempre sorridente ragazza friulana durante il ritiro della sua nuova formazione sulle strade venete di Peschiera del Garda (VR).

- Annalisa, anno nuovo e squadra nuova…
“Sì, ho voluto affrontare questa nuova avventura in un ‘top team’, senza dubbio il più importante a livello nazionale. Credo che sarà un’esperienza diversa e molto importante per me. La preparazione è iniziata senza intoppi, ho fatto più chilometri del solito e in questo primo ritiro stagionale sto lavorando bene assieme alle nuove compagne. Sta nascendo un bel gruppo e quando non si pedala ci si diverte anche… ( Ride )

- Pur avendo 29 anni sei l’italiana più esperta della squadra e troverai al tuo fianco tante compagne più giovani…
“Devo ammettere che fa un po’ ‘strano’ dare consigli alle ragazze più giovani, fino a poco tempo fa, infatti, ero io ad ascoltare le compagne più esperte…!”

- Quando il debutto stagionale? Hai già definito assieme ai tuoi tecnici un programma gare per il 2015?
“Debutterò tra pochi giorni al ‘Ladies Tour of Qatar’, poi valuterò assieme ai nuovi tecnici i vari appuntamenti. Spero di affrontare una buona stagione su strada, dopo i segnali di crescita avuti nella scorsa annata, con tanti miglioramenti in percorsi che prima non digerivo. Il calendario internazionale è davvero ricco di appuntamenti, vedremo… Per quanto riguarda la pista, invece, sto attendendo la chiamata per i prossimi campionati del mondo in programma tra meno di un mese al velodromo transalpino di Saint Quentin en Yvelines. Staremo a vedere nei prossimi giorni se sarò schierata al via.”

- Quali sono le tue caratteristiche?
“Sono un sprinter pura! Quando vedo il triangolo rosso dell’ultimo chilometro, in una gara che si sta per concludere allo sprint, mi ‘trasformo’ e divento cattiva… ( Ride ) questo fa parte del mestiere delle velociste, senza cattiveria agonistica non si può essere delle vere sprinter!”

- Nella tua carriera ultraventennale hai sempre praticato pista. Preferisci la strada o le gare nei velodromi?
“Sono due ambienti totalmente diversi… alcune gare su strada hanno il loro fascino, ma per me è più bello gareggiare in pista, dove ho ottenuto le soddisfazioni più importanti della mia carriera.”

- In Italia non c’è ancora una vera e propria ‘cultura della pista’, consiglieresti alle giovani di praticarla?
“La consiglierei ad occhi chiusi! E’ in pista che si impara veramente il mestiere del corridore… si capisce come fare le volate, come stare in gruppo, come ‘limare’ e come sfruttare le ruote migliori. Lo scatto fisso, inoltre, ti consente di acquisire quel colpo di pedale, indispensabile anche per le gare su strada, che nessun allenamento specifico dietro macchina o dietro moto ti può dare. La pista, infine, è una vera e propria scuola di vita: si fa gruppo, si impara a soffrire, a concentrarsi, a lottare e a crescere sotto tutti i punti di vista.”

- Hai un modello di riferimento all’interno del ciclismo maschile o femminile?
“Ho sempre ammirato e mi sono sempre ispirata allo sprinter australiano Robbie McEwen, un funambolo delle volate! Senza ‘treno’ e senza nessun aiuto era sempre là davanti a giocarsela… un fenomeno. Diciamo che un po’ gli assomiglio, anche io non ho mai avuto un vero e proprio ‘treno’ che mi guidasse in volata.”

- Hai un motto particolare, sei scaramantica?
“Naaa… non ho nessuno motto particolare, però ammetto di essere un po’ scaramantica! E’ ovvio che la saliera non si passa di mano, ma la si deve appoggiare sul tavolo… ( Ride ) e se malauguratamente si dovesse rovesciare, occorre prendere un pizzico del sale sparso e gettarlo dietro la spalla sinistra… ( Ride )

- Che persona è Annalisa Cucinotta al di fuori dell’ambiente ciclistico?
“Sono una ragazza normalissima e molto tranquilla. Nel poco tempo libero che mi rimane lontano dalle corse e dai velodromi mi piace uscire con gli amici, andare al cinema, guardare film di azione o commedie divertenti. Amo la lettura, infatti leggo molto anche durante i ritiri o le trasferte in giro per il mondo. Per il resto sono molto legata alla mia terra e alla mia famiglia.”

- Titolo di studio?
“Mi sono diplomata in ragioneria a Portogruaro.”

- Alla soglia dei trent’anni, dopo ben 22 stagioni in sella ad una bicicletta, Ti sei posta un limite o un obiettivo per sentirti appagata e dedicarti ad altro?
“Devo ammettere che vado a periodi… ( Ride ) un anno penso di smettere, poi ci ripenso e continuo. Ora il grande obiettivo che mi sono prefissata, e per il quale ho già iniziato a lavorare molto, è quello di gareggiare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Al termine dell’anno olimpico ci risentiamo e ti farò sapere cosa deciderò… ( Ride ) In ogni caso il grandissimo appoggio del Gruppo Sportivo Forestale mi dà una relativa tranquillità per il mio futuro.”

- Ci sembra di capire che il tuo sogno è l’Olimpiade…
“Esatto, il sogno che vorrei realizzare è proprio quello di prendere parte ai Giochi Olimpici del prossimo anno. Incrociamo le dita…”

Servizio a cura di Flaviano Ossola
Foto di Flaviano Ossola

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