Rossella Callovi (Foto di Flaviano Ossola)

“Sussurri in Bicicletta” di Gianluca Trentini – Rossella vuol cantare ancora…!

Pubblicato 25 febbraio 2014 | Notizie varie

C’era una volta una stagione del ciclismo, categoria allieve. C’erano una volta tre ragazzine impertinenti (detto in maniera affettuosa ci mancherebbe) che dominavano quella stagione. Una stagione di pochi anni or sono; una era veronese, che se la sentiste parlare vi verrebbero in mente subito Romeo e Giulietta e che si chiamava Valentina Scandolara, la seconda era invece di Ornavasso; un paesino bello bello alle porte della Val d’Ossola con un cuore sportivissimo; veniva da una famiglia di sportivi allo stato puro e si chiamava Elisa Longo Borghini ed infine c’era una ragazza bionda dal sorriso che se lo vedi una volta è difficile dimenticarlo che si chiamava Rossella Callovi. Beh abbiamo parlato al passato ma loro ‘si chiamano’ ancora oggi. Che ricordi: la prima correva con la maglia della Val d’Illasi, la seconda con la maglia della Canavesi e la terza con la maglia della Adriana Banca Popolare Forst. Che le tre in questione avessero già allora grande futuro era chiaro. Valentina Scandolara ha vinto due europei da Juniores ed oggi corre con la Orica – Ais, Elisa Longo Borghini ha sempre fatto bene nell’ultima categoria giovanile ed oggi in maglia Hitec Products – UCK è uno dei fari del ciclismo femminile italiano. Rossella però da juniores, categoria pedalata con la maglia della S.C. Vecchia Fontana, è arrivata dove nessuna delle due (almeno in categoria) ha saputo giungere, ovvero a tagliare il traguardo di un mondiale a braccia alzate… ricordate Mosca? Andava forte e tutti al suo paesello in trentino, che si chiama Termon di Campodenno, la chiamavano ‘Turbo’: terra di campioni del mondo il Trentino, iridati come Francesco Moser, come l’idolo di Rossella: Maurizio Fondriest. Poi il passaggio tra le under in maglia MCipollini con una grande speranza, quella di fare bene e di confermarsi. I prodromi del talento si vedono (del resto non si ascolta mai per caso l’Inno di Mameli con una medaglia al collo ed indossando una maglia bianca cerchiata di blu, rosso, nero, giallo e verde), qualche bella cosa si apprezza; piazzamenti mica male da subito che non fanno altro che confermare il suo futuro radioso. Poi avviene l’imponderabile, l’inatteso, quel qualcosa che rompe le uova nel paniere o che forse rompe sopratutto quel che non si può dire. Un qualcosa che si insinua nel suo corpo, un virus che la limita e che per una giovane atleta è deletereo. Nulla di irreparabile per carità, ma certamente deletereo. I risultati non ci sono più nonostante corra a sprazzi con la maglia della Diadora – Pasta Zara. Sono quelli i momenti degli interrogativi, della voglia di tornare la dove tutti pronosticavano, la voglia di guardare tutti dall’alto di un podio, momenti di aspettative che poi non vengono però mantenute a causa di questo maledetto virus curato in vari modi ma sempre li. Nel 2014 però Rossella Callovi, il ‘sorriso dei monti di Termon’ è di nuovo in gruppo e non molla; con una nuova maglia, quella della Forno D’Asolo Astute Manhattan Tre Colli di Maurizio Fabretto e Franco Chirio. Conosciamo l’umiltà della ‘Rossi’ e siamo certi che non chiederà molto alla stagione, siamo certi che avrà il desiderio di poter canticchiare una canzone del suo idolo Vasco Rossi: “Io sono ancora qua… eh già”. Oh Dei del ciclismo, è una brava ragazza, esauditeglielo…!

Gianluca Trentini – Foto di Flaviano Ossola

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